Gilda Russo · Aesthetic Strategist
ScorriEvoè non è una consulenza d'immagine. Non si parte dalla stagione cromatica, dalla silhouette, dal tipo di corpo.
Si parte da prima: da quando hai smesso di riconoscerti. Da cosa è rimasto di te sotto i capi sicuri, il guardaroba delle aspettative, l'estetica difensiva che hai costruito per non dare fastidio.
Il lavoro è identitario. L'estetica viene dopo — come conferma, non come punto di partenza.
Guardare quello che c'è davvero — non quello che vorresti vedere. Rimuovere la strategia difensiva per ritrovare quello che rimane sotto.
Ogni pattern ha un nome. Dare il nome al pattern è il momento in cui smette di essere invisibile — e può essere cambiato.
Costruire un'identità estetica che regge nel tempo. Che non dipende dall'occasione. Che è tua — non di chi ti guarda.
Il punto di partenza. Due ore per smettere di guardarti e cominciare a vederti.
Analisi cromatica come conferma identitaria. Il colore che appartiene, non quello che sta bene.
Il lavoro più profondo. Per chi sa già cosa non funziona e vuole ricostruire da capo.
Incontri collettivi. Massimo otto donne. Il riconoscimento è più facile quando non sei sola a cercarlo.
Non esiste il tuo colore.
Esiste la tua presenza.
Non esiste il tuo tipo.
Esiste il tuo sguardo.
Milano misura.
Evoè sente.
Evoè lavora con donne in transizione. Che si tratti di una promozione, di una separazione, di un figlio appena nato o dell'ultimo che se n'è andato. Del corpo che sta cambiando. Dell'identità che non riesce a stargli dietro.
Non aspetta la crisi. Intercetta il disagio sottile — quello che si chiama "non so cosa mettermi" ma vuol dire altro.
A chi si rivolge Evoè"Ho paura che se mi vesto come voglio smettano di rispettarmi. Allora mi vesto in modo che non se ne accorga nessuno — nemmeno io."
"Non so se è il corpo che è cambiato o io. Forse tutte e due le cose. E non so da dove si ricomincia."
"Ogni mattina, davanti all'armadio,
hai la possibilità di sceglierti."